Farmaci scaduti in farmacia: gestione e rese

Come gestire i farmaci scaduti in farmacia: separarli subito, registrarli nel gestionale, preparare i resi ai fornitori e capire le cause. Leggete.

Quando un prodotto risulta scaduto, la prima cosa da fare è toglierlo subito dalla vendita, metterlo in un'area separata e registrarlo nel gestionale. Poi si verifica se è possibile un reso al fornitore e, per lo smaltimento, ci si affida alle indicazioni ufficiali. Capire perché è scaduto serve a non ripetere l'errore.

Questo articolo è il seguito di quello sul controllo delle scadenze e parla solo di organizzazione del magazzino. Non entra nel merito dei singoli prodotti e non contiene indicazioni di tipo sanitario o terapeutico.

Separare subito: area dedicata e registrazione

Un prodotto scaduto che resta sullo scaffale è un rischio: basta una distrazione perché finisca di nuovo al banco o venga contato come merce disponibile. La separazione fisica va quindi fatta nel momento stesso in cui lo si trova, non a fine giornata.

Come organizzare l'area dedicata

L'area può essere un ripiano, un contenitore o un armadio, purché sia riconoscibile e distinta dal magazzino di vendita. Alcuni accorgimenti pratici:

  • scegliere un punto fuori dal percorso abituale della merce in uscita;
  • indicare con un cartello ben visibile che il contenuto non è vendibile;
  • tenere il contenitore chiuso o delimitato, in modo che nessuno possa prelevare per errore;
  • stabilire chi può accedervi e chi è responsabile di svuotarlo;
  • non mescolare prodotti scaduti e prodotti in attesa di reso per altri motivi, se si possono tenere distinti.

Registrare nel gestionale

La separazione sullo scaffale non basta: anche il gestionale deve sapere che quella giacenza non esiste più come merce vendibile. Altrimenti le quantità risultano gonfiate, e i successivi calcoli sul fabbisogno partono da dati falsati.

Per ogni prodotto registrate almeno:

  • la quantità tolta dalla vendita;
  • la data in cui è stata rilevata la scadenza;
  • il motivo, ad esempio scadenza raggiunta, confezione danneggiata o altro;
  • il fornitore da cui proviene, se noto, per valutare un eventuale reso.

Verificate con il fornitore del vostro software quale funzione usare per queste operazioni: ogni gestionale ha le sue procedure, e conviene adottarne una sola, uguale per tutto il personale.

Rese ai fornitori: cosa preparare

Non tutto ciò che scade si può rendere, e non tutti i fornitori accettano le stesse condizioni. L'errore più comune è scoprirlo solo quando la merce è già scaduta. Il momento giusto per informarsi è prima, al momento dell'acquisto.

Prima del reso

Raccogliete le informazioni che servono per valutare se il reso è possibile:

  • le condizioni scritte di reso del fornitore, se esistono;
  • i tempi entro cui va comunicata la richiesta;
  • il documento di acquisto o di consegna da cui risulta la merce;
  • eventuali limiti sul tipo di prodotto o sullo stato della confezione.

Se le condizioni non sono chiare, chiedete conferma per iscritto. Una risposta a voce è difficile da ritrovare dopo qualche settimana.

Durante la pratica

Preparate un elenco ordinato, con prodotto, quantità, scadenza e riferimento del documento. Conservate una copia di quanto inviato e annotate la data della richiesta. Quando il fornitore risponde, registrate l'esito: reso accettato, rifiutato o accettato in parte.

Un esempio frequente: una farmacia trova a fine mese alcune confezioni ordinate per una richiesta occasionale e mai più vendute. Se aveva già archiviato il documento di acquisto e conosceva le condizioni del fornitore, la pratica richiede pochi minuti. Se invece deve ricostruire tutto a posteriori, spesso rinuncia e la perdita resta.

Dopo la pratica

Quando il reso viene accettato, controllate che l'esito sia coerente con quanto avete spedito e che la registrazione nel gestionale sia aggiornata. Se viene rifiutato, tenete il motivo: vi serve per capire se in futuro conviene acquistare quella merce, o in quella quantità, da quel fornitore.

Smaltimento: dove trovare le indicazioni ufficiali

Per lo smaltimento dei prodotti non più vendibili non esiste una regola che questo articolo possa o debba riassumere. Le disposizioni sono definite dalle autorità competenti e possono cambiare nel tempo, per cui qualsiasi sintesi rischierebbe di diventare presto inesatta.

Per sapere come comportarvi, rivolgetevi alle fonti ufficiali:

  • il vostro ordine professionale, che fornisce indicazioni aggiornate ai propri iscritti;
  • le autorità sanitarie e ambientali competenti per il vostro territorio;
  • il soggetto che gestisce il ritiro dei rifiuti speciali della vostra farmacia, se previsto.

Una buona abitudine è annotare in un documento interno a chi vi siete rivolti, quando e con quale risposta. Così, se cambia la persona che si occupa del magazzino, la procedura resta chiara.

Capire perché il prodotto è scaduto

Gestire il prodotto scaduto è solo metà del lavoro. L'altra metà è chiedersi come ci è arrivato, perché senza una causa individuata la perdita si ripresenta, magari su un altro articolo.

Le cause più comuni sono poche e riconoscibili:

  • una quantità acquistata superiore a quella che il banco vende davvero;
  • una confezione rimasta in fondo allo scaffale, dietro a quelle arrivate dopo;
  • una data non registrata al carico, quindi invisibile a qualsiasi estrazione;
  • un acquisto occasionale, fatto per una richiesta eccezionale e mai ripetuto;
  • una variazione di abitudini di vendita non seguita da una revisione delle quantità.

Una breve analisi periodica

A intervalli regolari, ad esempio a fine trimestre, riguardate l'elenco di quanto avete tolto dalla vendita e per ciascuna voce cercate di rispondere a tre domande: quando è stato acquistato, perché in quella quantità, chi poteva accorgersene prima. Non serve una procedura complicata: bastano un foglio condiviso e poco tempo di confronto con chi lavora in magazzino.

Se alcuni prodotti tornano spesso nell'elenco, vale la pena rivedere le quantità di acquisto e la posizione sullo scaffale. Per capire come leggere la merce che si muove poco, potete consultare l'articolo sulle scorte morte e il capitale immobilizzato. Se invece sospettate che la causa stia nelle condizioni del fornitore, può aiutarvi il confronto descritto in come confrontare i grossisti nel riordino quotidiano.

Conclusione

Il prodotto scaduto è un evento che capita, ma il modo di gestirlo fa la differenza: separarlo subito, registrarlo con cura, valutare il reso con documenti in ordine e affidarsi alle indicazioni ufficiali per lo smaltimento. Chi poi analizza le cause riduce nel tempo le perdite da scadenza, perché agisce su acquisti e rotazione e non solo sull'emergenza.

Strumenti come PharmAI possono aiutare a tenere sotto controllo il magazzino con proposte di riordino basate sui dati della farmacia, sempre sotto la supervisione del farmacista, che decide e approva. Se volete saperne di più, trovate la descrizione completa nella pagina dedicata alla soluzione.

Domande frequenti

Cosa fare con un prodotto scaduto in magazzino?

Va tolto subito dal normale flusso di vendita, collocato in un'area dedicata e chiaramente segnalata e registrato nel gestionale con la data e il motivo. Solo dopo si decide se esiste la possibilità di un reso al fornitore o se serve avviare lo smaltimento, seguendo le indicazioni ufficiali e il vostro ordine professionale.

I prodotti scaduti si possono rendere al fornitore?

Dipende dalle condizioni commerciali concordate con ciascun fornitore e dal tipo di prodotto: alcuni accordi prevedono i resi, altri no, e spesso esistono tempi e modalità da rispettare. Conviene conoscere in anticipo queste condizioni e verificarle caso per caso, senza darle per scontate.

Come evitare che si ripeta?

Capendo perché il prodotto è scaduto: quantità acquistate superiori alla vendita reale, merce in fondo allo scaffale, date non registrate al carico. Una volta individuata la causa, si interviene su acquisti, rotazione dello scaffale e controlli periodici, lasciando sempre al farmacista la decisione finale.

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